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vado controcorrente

MUSicA

ZERO

sono solo un uomo...perdonatemi per questo
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Credo!

 

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Esisto

Sono
Liberato e Perduto,
narcisista convenuto.
Di nuovo,
smorzo la febbre,
apro gli occhi,

SONO IO.
 
 

ritorno all'impressionismo

Esiste una stanchezza dei pensieri, diversa da quella del corpo e neppure associabile a quella emotiva; è come un peso della coscienza del mondo, un vuoto incolmabile insomma.
In questi momenti le idee ed i progetti sui quali abbiamo fondato il nostro futuro vengono spazzati via come nuvole da un vento inaspettato, il quale li allontana, li distrugge, li annulla. E per effetto della sconfitta, si prova una profonda solitudine quando ci accorgiamo che dietro a quelle nuvole si nascondeva un cielo deserto e stellato.
Il mistero della vita affascina e fà soffrire. Ci spaventa, in molti modi e spesso si presenta a noi come un'intima paura: quella, cioè, della reincarnazione nel "non essere". E nel non essere c'è una volonta del non voler pensare, un desiderio di non essere mai stato niente, una disperazione cosciente di tutte le cellule del corpo e dell'anima. è come sentirsi rinchiusi in una cella infinita con la sola voglia di scappare ma: dove si potrebbe fuggire se soltanto la cella è il tutto?
In questi casi mi riscopro satanista di un satanismo che ha preceduto Satana; una volontà di fuggire da Dio, un cercare un modo per sottrarmi alle sue regole, alla sua vita per crearne una nuova.
Una vita in cui le persone vivessero di attimi, dipingendo tele che rapressentassero unicamente la quotidianeità di una vita normale. Una vita dove il più profondo di noi smettesse, non sò come, di far parte dell' "essere" o del "non essere".
 

e intanto.....piove.

La Canzone Della Pioggia 


E’ la primavera del mio affetto
la seconda stagione che sto conoscendo
sei la luce del sole nel mio crescendo
sentivo cosi poco calore prima
non é difficile farmi sentire ardente
ho guardato il fuoco crescere lentamente
E’ l’estate dei miei sorrisi
fuggite da me Guardiani del Buio
parlami solo con I tuoi occhi
per te porto questa melodia
non é difficile da riconoscere
queste cose sono chiare per tutti
da sempre

 

parla, parla
ho sentito il freddo del mio inverno
non ho mai pensato che se ne sarebbe andato
ho maledetto l’oscurità scesa sopra noi
ma io so che ti amo cosi
ma lo so che ti amo cosi

 

Queste sono le stagioni delle emozioni
e come il vento salgono e scendono
Questa é la meraviglia della preghiera
vedo la torcia che tutti dobbiamo tenere
é il mistero del quozient
e
sopra tutti noi
una pioggia leggera deve cadere
 
 
 

The (dis)Illusionist

è un gioco da illusionista
che sorprende
per la sua eccezionalità
e ferisce
per la sua
verità
 
 
  

Ordine sia

Ore 11:40 di un giorno qualunque.
Come sempre inizio a prendere coscienza del sole solo in queste ore della giornata; l'inerzia, la monotonia, l'abitudine hanno preso il posto delle mie attività cerebrali che, ormai stanche, lasciano a loro la fatica del risveglio. Così mi ritrovo ad alzarmi di buon mattino, con gli occhi ancora nella mia realtà onirica e la testa immersa nel lavoro. Lavoro che eseguo, come sempre, con molta attenzione ma con scarso impegno. Non credo per irresponsabilità, come spesso mi accusano ma per senso di alienazione. In queste ore di dormiveglia mi sorprendo a pensare molto sull'utilizzo delle mie attività, sulla fonte da cui prendono forza e sul motivo per il quale vengono messe in pratica; Ordine, spesso penso all'ordine. Credo che esista un ordine che dia monito e stimolo ai corpi ad esercitare un attività, qualunque essa sia. Vuoi la necessità, la voglia di realizzarsi, il sentirsi soddisfatti per essere parti e membri di un'entità (lavorativa, sociale) che garantisca ai corpi un posto dove stare.
Il mio corpo ragiona così: si è scrollato da dosso i pensieri e si è disanimato per riuscire in questa missione. Il mio corpo ha regole precise, scadenze da rispettare, valori da assecondare, bisogni da soddisfare; egli è più di un ammasso di carne, ossa, sangue ed organi, è un'entita distinta da me che esorcizza le mie paure e combatte per sopravvivere. E per fare tutto questo ha dovuto scindere i collegamenti che aveva cn l'anima.
Anima che, tuttavia, alberga sempre in me. Si modella, zittisce ed urla a seconda del'inquietudine che prova, si muove di notte e mi accompagna nel sogno, mi segue e mi aiuta nel lavoro di tutti i giorni e mi dà conforto nelle notti insonni. Dovessi dare un'immagine, identificherei la mia anima come un faro ed il mio corpo come una zattera in balia del mare in tempesta.
La vita stessa ha l'odore del mare. Piena di libertà, eppure confinato, piena di opportunità che come onde s'infrangono sugli scogli per restare solo gocce che si disperdono nell'aria. Come il mare, la vita può coglierti di sorpresa e farti sprofondare negli abissi più tormentati ma è proprio lì che si custodiscono i tesori più preziosi.
Intanto, in questo connubbio tra sogno e realtà, mi ritrovo a vivere due vite: la prima confinata nell'irrazionalità, in un mondo fatto di immagini, parole e luoghi che non esistono. Un mondo che il mio modesto parere paragona all'Arte.
Un mondo metafisico, basato su probabilità improbabili, regolato da leggi sovversive e abitato da dei disposti a rispondere alle mie domande invadenti sulla vita.
In questo mondo mi riscopro religioso, credente di un Dio che, pur essendo improbabile, può comunque esistere. Qui il mio cuore prova anche amore; amore per un'entità perduta, non alludo a donne avute in passato ma a quel sentimento che con loro si è estinto. In questo mondo la felicità non è un'obbiettivo da conquistare o raggiungere con struggente fatica ma qualcosa di innato, qualcosa che corona il fatto stesso di essere nati.
Dall'altra parte, la seconda vita è caratterizzata dalla velocità, dai ritmi frenetici, dalle ambizioni, dalla scienza, la quale resterà sempre la conclusione di fatti argomentati per dare attinenza con la realtà esterna a domande improbabili per loro natura. Dall'egocentrismo ed edonismo di uomini che tendono ad elevarsi a dei per sentirsi fautori della propria vita e del proprio destino. Dall'arrivismo, dal successo e dai soldi fino ad arrivare alla delusione di una vecchiaia che per tutti resterà l'ultimo battello sul quale far navigare l'ultima delle proprie speranze.
In questa vita il mio corpo si modella; ordine dicevo.
Ma in quest'ordine non ritrovo più la mia dimensione.
 
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E Mo Stamm a......